L’avena (di cui specie comune: sativa) appartiene alla famiglia delle graminacee, la sua diffusione tardò, era considerata un erba infestante nelle coltivazioni di altri cereali.
Vi sono tracce del consumo dell’avena fin dal 4000 a.C., ma si trattava della pianta selvatica, raccolta e consumata nelle pianure dell’Asia centrale e dell’Europa centro-orientale. La domesticazione e quindi la coltivazione, in Europa, iniziò durante l’età del ferro ( 900/800 a.c. in poi ).
I Greci e gli antichi Romani l’avena la coltivavano come foraggio per i cavalli, ma Ippocrate e Galeno la reputarono un rimedio per la tosse ed alcune patologie della pelle.
Nel Medioevo era ancora coltivata prevalentemente come foraggio per gli animali.
In nord Europa era l’alimento della gente povera.
Le motivazioni: tenace pellicina aderente al chicco che rende difficile lavorarla e meno conservabile perché più deperibile per via del maggior contenuto di grassi ossidabili.
Fu portata in Spagna dagli arabi, e i navigatori spagnoli e inglesi la portarono in America, dove venne seminata sull’isola di Cuttyhank in Massachussetts.
Verso la fine del 1800 i mulini iniziarono a vendere la farina, utilizzata per la colazione.
L’avena fu importata in Italia dai legionari di Giulio Cesare dopo la loro permanenza in Gallia e in Germania.
Ma anche in Italia l’avena aveva un ruolo marginale, si coltivava come alimento per cavalli.
Fino a qualche anno fa, le varietà iscritte nel Registro varietale erano meno di dieci, ma nel corso degli anni l’avena è stata rivalutata in campo alimentare umano, fino ad arrivare alla fine del 2018 a 25 varietà iscritte.
La composizione nutrizionale dell’avena differisce significativamente da quella di altri cereali
➤ un alto contenuto proteico
➤ un’ampia quantità degli 8/9 aminoacidi essenziali
➤ un buon contenuto di grassi insaturi essenziali (Acido linoleico precursore degli omega-6, Acido linolenico precursore degli omega-3)
➤ un’elevata concentrazione di composti antiossidanti da 10 a 30 volte superiore (gli avenantramidi, potenti polifenoli, che si trovano principalmente nell’avena
➤ un buon livello di fibre solubili (soprattutto beta-glucano),
➤ minerali e oligominerali.
PubMed (banca dati di ricerca per la letteratura scientifica biomedica)
Codice PMC: PMC10365923
Numero PMI: 37492342
Alcuni Valori nutrizionali per 100g :
Per prodotti integrali o chicco integrale/decorticato, i valori saranno maggiori dei seguenti
Fiocchi Farina
Proteine 8 g 12,6 g
Fibra 8,3 g 7,6 g
Potassio 362 mg 370 mg
Magnesio 138 mg 114 mg
Fosforo 365 mg 342 mg
Calcio 54 mg 87 mg
Ferro 5,2 mg 4,2 mg
Zinco 3,64 mg 2,30 mg
Selenio 28,9 ug 3 ug
Manganese 3,63 mg 3,70 mg
Tiamina (B1) 0,55 mg 0,52 mg
Riboflavina (B2) 0,14 mg 0,17 mg
Niacina (B3) 1 mg 2,4 mg
Vitamina B6 0,10 mg 0,34 mg
Folati (B9) 32 ug 32 ug
Vitamina K 2 ug 3,2 ug
Fonte IEO – (BDA)
Banca Dati composizione Alimenti:
https://bda.ieo.it/?page_id=14
⬇︎ Per voi
l’elenco dei principali benefici ⬇︎
Cottura:
Chicchi decorticati 20/30 minuti con 1 parte di avena e 2 di acqua.
Chicchi integrali 50/60 minuti con 1 parte di avena e 3 di acqua.
Le informazioni riportate nell’articolo, sono presentate al solo scopo di divulgare materiale di carattere generale. In nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico di base e/o di specialisti sanitari riguardo qualsiasi informazione riportata.

